«Attacchi mirati» indiani contro terroristi pakistani oltreconfine

Continua a salire la tensione tra India e Pakistan. Nella giornata di ieri i vertici dell’esercito indiano, in un’inusuale conferenza stampa, hanno rivelato che una serie di «attacchi mirati» lungo la Linea di Controllo – il «confine-cuscinetto» che divide il Kashmir indiano da quello pakistano – sono stati condotti con successo, facendo «molte» vittime tra le fila di «terroristi pronti a entrare in India», individuati grazie a rapporti di intelligence.

L’India procede con isolamento del Pakistan a livello internazionale

A leggere i segnali che arrivano dalle dichiarazioni pubbliche del governo indiano e dalle reazioni diplomatiche in Asia meridionale, sembra che l’India questa volta abbia davvero finito la pazienza col vicino Pakistan e stia utilizzando tutta la sua influenza per chiudere Islamabad in un angolo. E i vicini seguono a ruota.

Asiatica 2016 – Ned’s Project

Ned è una tatuatrice lesbica che vuole avere un figlio. Decide di ricorrere alla fecondazione assistita e per racimolare i soldi partecipa a un talent show. Lemuel Lorca cerca di raccontare la comunità Lgbt delle Filippine, dove ancora discriminazione e pregiudizi hanno un loro peso.

Lo potete vedere oggi, giovedì 29 settembre, alle 21:30 all’Asiatica Film Festival, Roma

In Cina e Asia – Duterte annulla le esercitazioni militari con Usa

I titoli di oggi della nostra rassegna:

– Duterte ferma le esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti
– Aziende cinesi nel mirino per violazioni alle sanzioni contro la Corea del Nord
– Attivisti per i diritti dei lavoratori condannati in Guangdong
– Cina, in arrivo nuove zone di mercato libero (quasi)
– Giappone, arriva Spotify

Dal Fmi avvertimenti contro una Cina destabilizzante

Il Fondo monetario internazionale invita Pechino a procedere con le riforme e indaga i contraccolpi che il nuovo modello di crescita cinese, basato sui consumi, potrebbe avere sull’economia mondiale. Ma non mancano ammonimenti nemmeno da parte degli economisti cinesi. A storcere il naso è persino il padre della «Likonomics».