Corea del Sud: presidentessa Park vicina alle dimissioni

Martedì 29 novembre la presidentessa sudcoreana Park Geun-hye, in diretta tv, ha annunciato di essere pronta a dimettersi «quando i parlamentari individueranno delle misure per il trasferimento dei poteri che riducano al minimo il vuoto di potere e il caos nella governance del paese». Si tratta dell’ultimo colpo di coda della prima presidentessa donna della Corea del Sud, al centro di contestazioni di piazza in seguito allo scandalo dei rapporti controversi tra Park (64 anni) e Choi Soon-sil (60 anni), accusata di aver manipolato la capa dell’esecutivo di Seul approfittando della sua amicizia privilegiata.

In Cina e Asia – Confermata la squalifica dei deputati localisti di Hong Kong

I titoli della rassegna di oggi:

– Hong Kong: La Corte d’Appello conferma la squalifica dei due deputati localisti
– Chiusi i gruppi WeChat pro-Castro -Cina: aumento verticale di attacchi hacker
– Pechino sfida Tokyo con una linea maglev in grado di collegare Pechino e Shanghai in 2 ore
– Il governatore di Jakarta in tribunale con l’accusa di blasfemia
– Dall’Onu nuove sanzioni alla Corea del Nord
– Disastro di Fukushima più esoso del previsto

Le conseguenze della demonetizzazione sul Pil indiano

A tre settimane dalla demonetizzazione di tutte le banconote da 500 e 1000 rupie in circolazione in India le agenzie di rating prevedono un rallentamento del Pil imminente causato dal crollo dei consumi. Senza banconote in tasca, gli indiani non spendono e non spenderanno finché la situazione non tornerà a una parvenza di normalità; non prima di alcuni mesi.

Game of Thrones in Tibet, ecco come Pechino vuole sostituire il Dalai Lama

Mentre il Dalai Lama ha ormai scavallato gli 80 e sulla successione pesano le affermazioni di Sua Santità su una possibile non reincarnazione, Pechino sta promuovendo in ogni modo una figura con cui rimpiazzare il vecchio leader: il 26enne Gyaltsen Norbu, Panchen Lama (seconda carica tibetana funzionale alla nomina del Dalai Lama), insediato dal governo cinese negli anni 90 in sostituzione al prescelto dal Dalai Lama, un bambino di 6 anni fatto sparire dai servizi cinesi e diventato il prigioniero politico più giovane del mondo.

La stretta sui migranti minaccia il riciclo oltre la Muraglia

La stretta sui migranti messa in atto da Pechino rischia di minare la catena riciclo che in Cina viene gestire dai raccoglitori di rifiuti, tipicamente lavoratori non locali che confluiscono nelle grandi città in cerca di lavoro. Quella della differenziata manuale è una pratica che negli ultimi anni ha aiutato il gigante asiatico a far fronte al più grande quantitativo di rifiuti al mondo (dati della Banca Mondiale). Adesso però quella manovalanza mobile viene avvertita come un ostacolo al raggiungimento del limite di 23 milioni di abitanti stabilito dalla municipalità di Pechino per il 2020. Un obiettivo che le autorità stanno cercando di inseguire spostando mercati all’ingrosso e scuole professionali nell’hinterland.