L’ascesa di Wang Qishan, il Torquemada cinese

Xi Jinping ha ottenuto l’investitura a «nucleo» del partito comunista nel recente plenum del pcc, consolidando ancora di più la sua posizione. Ma nel partito comunista il potere si misura anche nel numero di «protetti» del potente di turno per coprire ruoli chiave dell’amministrazione. Si tratta di una forma di potere territoriale, geografica, oltre che politica. E nel Pcc sta emergendo il potere di Wang Qishan, il Torquemada cinese.

In Cina e Asia – Un critico della Cina nuovo responsabile del commercio Usa

I titoli di oggi della nostra rassegna: 

– Un anti-cinese al vertice del Consiglio nazionale per il commercio Usa
– Alibaba nuovamente nella lista nera Usa dei venditori di merce contraffatta
– Giappone, Ok al budget record per la difesa
– India, entro 2027, 60 per cento dell’energia da fonti non-fossili
– Thailandia, tasse universitarie in riso

Airpocalypse: Avvocati denunciano il governo cinese

Un gruppo di avvocati ha fatto causa contro il governo cinese per non essere riuscito a contenere il problema inquinamento, come promesso. «Negli ultimi anni molto si è detto sui progressi in materia di inquinamento dell’aria ma quasi nulla è stato fatto», scrive in prefazione alla documentazione Cheng Hai, uno dei cinque legali ad aver sfidato i governi locali di Pechino, Tianjin e della provincia dello Hebei per non aver applicato le leggi ambientali. «Il nostro piano è quello di intraprendere un’azione legale, in attesa di un verdetto entro sette giorni. Se non verrà accolta, ci appelleremo alle autorità superiori».

In Cina e Asia – «Una sola Cina»: anche Sao Tome scarica Taiwan

I titoli della rassegna di oggi:

– Anche la Repubblica democratica di Sao Tome e Principe scarica Taiwan
– Distrutte migliaia di moschee nello Xinjiang
– Donne cinesi prime al mondo per spesa nella chirurgia estetica
– In Cina cala la performance scolastica, ma è una questione di diseguaglianza
– Onu chiede indagine sulla confessione di Duterte
– La base aerea americana di Okinawa rimane a Okinawa

Human Rights Watch: In India 600 persone morte nelle mani della polizia in 5 anni

Un rapporto redatto da Human Rights Watch delinea la situazione critica delle morti per mano della polizia durante la custodia di sospetti criminali. In cinque anni i decessi sospetti si contano a centinaia, nonostante la legge tuteli i diritti di chi viene arrestato e vieti la tortura come metodo per estrapolare confessioni. Norme che le autorità indiane tendono a ignorare sistematicamente.