Human Rights Watch: In India 600 persone morte nelle mani della polizia in 5 anni

Un rapporto redatto da Human Rights Watch delinea la situazione critica delle morti per mano della polizia durante la custodia di sospetti criminali. In cinque anni i decessi sospetti si contano a centinaia, nonostante la legge tuteli i diritti di chi viene arrestato e vieti la tortura come metodo per estrapolare confessioni. Norme che le autorità indiane tendono a ignorare sistematicamente.

Oggi in Cina – La Ftz di Shanghai ora è un modello

Il Consiglio di Stato (governo) ha pubblicato ieri un elenco di politiche messe in atto nella Zona di Libero Scambio di Shanghai (FTZ) che potrebbero essere estese in altre parti della Cina. Human Rights Watch accusa nel suo ultimo rapporto pesantemente la Cina per l’erosione dei diritti su più fronti. Seminano il terrore nei villaggi cinesi lungo il fiume Tumen: sono soldati nordcoreani. Durante i fatti di Tian’anmen ’89, alcuni altissimi leader cinesi si sarebbero accordati con l’ambasciata svizzera di Pechino. Se lo stato di diritto in Cina non c’è è colpa della "tradizione feudale".

Oggi in Asia – Human Rights Watch contro la polizia vietnamita

Human Rights Watch denuncia le violenze della polizia vietnamita e chiede al governo di Hanoi di intervenire sulla questione. Nelle Filippine sono decine di migliaia le persone evacuate in vista dell’eruzione del vulcano Mayon. L’Indonesia ratifica il trattato Asean sull’inquinamento da ceneri.

Oggi in Asia – Naypyidaw accusata di “pulizia etnica”

Un nuovo rapporto di Human Rights Watch accusa il governo birmano di complicità in un’opera di "pulizia etnica" appoggiata dal clero buddhista contro le minoranze musulmane. Il governo ad interim pakistano non accuserà Musharraf di tradimento. Sospesa una visita diplomatica sudcoreana in Giappone.

La mia India – Violenza in nome della decenza

In alcune regioni dell’India sono ricorrenti gli attacchi da parte di gruppi legati a organizzazioni dell’integralismo hindu. Sono le giovani donne, ancora una volta, a esserne vittime. Sta ancora una volta alla politica rispondere in modo adeguato, partendo dal rispetto del "diritto al corpo" dei cittadini.