La «nuova normalità» dell’India demonetizzata

A New Delhi continuano code di decine e decine di persone ai bancomat e fuori dalle banche, nel tentativo di riprendere possesso dei propri contanti forzatamente depositati in seguito alla demonetizzazione. Ma le nuove banconote, in città e soprattutto nelle campagne, pare non siano ancora sufficienti a soddisfare il fabbisogno collettivo di una società che, dati alla mano, si sta rifiutando di passare a un’economia «cashless», nonostante le nenie governative. Una situazione che, stima la stampa indiana, andrà ancora avanti immutata per mesi.

Un mese di demonetizzazione in India, in tre video

Giovedì 8 dicembre è scattato in India il primo mese dall’annuncio della demonetizzazione di tutte le banconote da 500 e 1000 rupie. Un’iniziativa enorme che ha sostanzialmente fagocitato tutta l’attenzione dei media nazionali: qui, da 30 giorni, non si parla d’altro. Oggi proviamo ad aggiungere qualcosa ai diversi articoli proposti su questi spazi, presentando tre video per provare a capirci qualcosa.

Demonetizzazione in India: numeri, obiettivi e propaganda

A quasi un mese dall’inizio della demonetizzazione in India il caos iniziale dei primi giorni, almeno a New Delhi, ha lasciato spazio a un sentimento di rassegnazione diffuso. Gli inconvenienti continui alla vita quotidiana delle persone sembrano essere diventati la normalità, una sofferenza inevitabile generalmente sopportata per il «bene comune» che il ritiro delle 500 e 1000 rupie rappresenterebbe per l’India: colpire la corruzione e l’evasione fiscale. Dando un’occhiata a un po’ di numeri, però, l’impressione è che dietro la propaganda governativa i reali obiettivi della «misura storica» possano essere altri.

Le conseguenze della demonetizzazione sul Pil indiano

A tre settimane dalla demonetizzazione di tutte le banconote da 500 e 1000 rupie in circolazione in India le agenzie di rating prevedono un rallentamento del Pil imminente causato dal crollo dei consumi. Senza banconote in tasca, gli indiani non spendono e non spenderanno finché la situazione non tornerà a una parvenza di normalità; non prima di alcuni mesi.

India superpotenza work in progress

A New Delhi, tra le capitali più inquinate del mondo, si respira male e a fatica. Ma l’aria che si respira, tra smog, detriti di materiali da costruzione e miasmi del sacro fiume Yamuna, è aria di rivincita. La stampa internazionale, dal maggio del 2014, non ha fatto altro che lodare la nuova amministrazione indiana del primo ministro Narendra Modi, esponente di punta del partito conservatore nazionalista Bharatiya Janata Party (BJP) e mattatore delle ultime elezioni nazionali.

Narendra Modi apre per i Coldplay a Mumbai e cita Bob Dylan

Sabato 19 novembre a Mumbai si è tenuta la tappa indiana del Global Citizen Festival 2016 ma per la città si è trattato semplicemente de «il concerto dei Coldplay». La band di Chris Martin ha chiuso una giornata di musica e «sensibilizzazione» che ha visto la partecipazione di star indiane e internazionali. E, a sorpresa, anche del premier Narendra Modi, al centro delle polemiche per la demonetizzazione delle banconote da 500 e 1000 rupie varata l’8 novembre.

Una giornata in coda per cambiare le banconote fuori corso a New Delhi

Qui di seguito un lungo resoconto in prima persona di com’è mettersi in fila in banca a New Delhi per provare a cambiare le proprie banconote da 500 e 1000 rupie fuori corso da una settimana. Nessun fatto è inventato, nemmeno per esigenze narrative di verosimiglianza, e molti nomi non sono indicati per due semplici motivi: o sono troppo difficili da trascrivere o proprio non me li ricordo.

In Cina e Asia – Xi in Sardegna, più cooperazione con Italia e Ue

I titoli di oggi della nostra rassegna: 

– Xi Jinping: Più cooperazione con Italia e Ue
– Assunzioni di figli di dirigenti cinesi, multe per i giganti di Wall Street
– Un bitcoin «con caratteristiche cinesi»
– India, demonetizzazione per «soffocare» l’opposizione
– Shinzo Abe è il primo leader a incontrare il presidente eletto Donald Trump