Storia, mito ed estremismo nell’India contemporanea

Secondo l’ideologia dell’hindutva, teorizzata nel 1923 dal padre dell’ultrainduismo Vinayak Damodar Savarkar, gli hindu contemporanei sarebbero discendenti diretti degli ariani, popolo che ha abitato la valle dell’Indo ininterrottamente da oltre tremila anni e fondò la cosiddetta «civiltà indiana». Da questa base di purezza, a cascata, derivano tutte le diramazioni del pensiero ultrahindu che vede il territorio indiano (bharat) come maderpatria esclusiva degli hindu, da difendere, preservare o epurare da qualsiasi contaminazione esterna, sia religiosa, sia etnica, sia culturale.

In Cina e Asia – Putin in Giappone, trattato di pace e cooperazione economica al centro dell’agenda

I titoli di oggi della nostra rassegna:

– Putin in Giappone per discutere un trattato di pace con Tokyo
– Pechino «sta militarizzando» le isole contese 
– La Cina sostiene la campagna antidroga di Duterte
– Capodanno cinese: sei milioni di turisti in uscita
– India, arrestati per essere rimasti seduti all’inno nazionale

La costellazione dell’estremismo hindu

Nell’India contemporanea, tra i giovani e soprattutto in rete, li chiamano in gergo «bhakts», «sanghi», «hindu trolls». Ma fuori, nella vita analogica di 1,3 miliardi di indiani, le gesta e le influenze di milioni di ultrainduisti organizzati giocano un ruolo sempre più pericolosamente preponderante nelle quotidianità del subcontinente. La costellazione dell’estremismo hindu è di difficile misurazione scientifica e in continua espansione. Assume sembianze mutevoli di stato in stato, appoggiandosi su un’ideologia non nuova eppure assolutamente attuale.

Mar cinese meridionale: Pechino reagisce alla sentenza dell’Aja

Non solo la Cina non possiede diritti storici nel Mar cinese meridionale. Ma ha anche violato la sovranità delle Filippine, conducendo esplorazioni in prossimità del Reed Bank, all’interno della zona economica esclusiva (zee) di Manila. Seppur ampiamente preannunciato, il verdetto della Corte permanente di arbitrato dell’Aja (12 luglio) non ha mancato di adirare Pechino che ancora prima dell’ufficializzazione della sentenza aveva annunciato, in segno di avvertimento, la buona riuscita di test di atterraggio in due nuovi aeroporti nell’arcipelago delle Spratly, conteso con Vietnam, Filippine, Malesia, Taiwan e Brunei. Altrettanto sospetto il tempismo con cui il ministero della Difesa cinese ha rivelato la commissione di un nuovo cacciatorpediniere lanciamissili ad una base navale sull’isola-provincia di Hainan, nel profondo sud cinese. In un breve comunicato giunto a ridosso del verdetto, il dicastero si è impegnato a «salvaguardare fermamente la sovranità nazionale, la sicurezza, i diritti e gli interessi marittimi, a sostenere la pace e la stabilità, e ad affrontare ogni tipo di sfida e minaccia». In base alla minaccia avvertite, il governo cinese si avvarrà della possibilità di istituire una zona di difesa aerea, come già avvenuto nel Mar cinese orientale.

Made in China Files

Una panoramica della nostra giornata. Le relazioni Cina-Russia e gli accordi tra i due giganti sull’esportazione di industrie inquinanti in Siberia. Le principali notizie di oggi da Cina e Asia: in primo piano il problema del debito cinese e i richiami del Quotidiano del Popolo. Un reportage dall’Asia centrale, da dove passerà nel prossimo futuro la nuova Via della Seta. E infine in India, dove il governo vuole proibire le mappe «sbagliate» dei territori contesi con Pakistan e Cina.

Sinologie – Dal patriottismo al nazionalismo nella Cina contemporanea

La tesi Dal Patriottismo al Nazionalismo nella Cina Contemporanea: legittimità politica e implicazioni per la politica estera analizza lo sviluppo del pensiero nazionalista cinese dalla sua genesi fino ai giorni nostri, con particolare focus sulle sue manifestazioni contemporanee, sull’introduzione della Campagna di Educazione Patriottica e sulle conseguenze di tale revival patriottico nelle controverse relazioni bilaterali sino-giapponesi.

In Cina e Asia – Accordi strategici tra Pechino e Riyadh

Conclusa la prima tappa della visita di stato di Xi Jinping in Medio Oriente, con la firma di almeno dieci accordi strategici  – in particolare sul business del petrolio – e la promessa di sostegno di Pechino al governo yemenita (in esilio proprio a Riyadh) che da mesi si scontra con gruppi di ribelli pro-Iran. Prossima tappa per il presidente cinese: proprio Tehran. Proteste in tutto il Pakistan dopo l’attacco terroristico alla Bacha Khan University (21 morti). La pagina Facebook della neo presidente taiwanese Tsai Ing-wen subissata da commenti pro-Cina scritti in caratteri semplificati (quindi provenienti dalla Cina continentale). Il partito comunista del Vietnam si riunisce per nominare la nuova leadership, che dovrà gestire il «miracolo economico» di Hanoi. In Giappone accuse di corruzione al ministro dell’economia Akira: ha preso 3500 euro di mazzetta e «una barretta di confettura di fagioli rossi». La nostra rassegna del mattino.