Storia, mito ed estremismo nell’India contemporanea

Secondo l’ideologia dell’hindutva, teorizzata nel 1923 dal padre dell’ultrainduismo Vinayak Damodar Savarkar, gli hindu contemporanei sarebbero discendenti diretti degli ariani, popolo che ha abitato la valle dell’Indo ininterrottamente da oltre tremila anni e fondò la cosiddetta «civiltà indiana». Da questa base di purezza, a cascata, derivano tutte le diramazioni del pensiero ultrahindu che vede il territorio indiano (bharat) come maderpatria esclusiva degli hindu, da difendere, preservare o epurare da qualsiasi contaminazione esterna, sia religiosa, sia etnica, sia culturale.

Rimpasto di governo per Modi: si consolida influenza dell’ultrainduismo

Martedì 5 luglio il governo centrale di New Delhi, presieduto da Narendra Modi, ha presentato un rimpasto delle cariche ministeriali in seno a un esecutivo già pesantemente spostato su posizioni vicine all’ultrainduismo, spina dorsale ideologica dei «falchi» del partito nazionalista hindu Bharatiya Janata Party (Bjp). Gli avvicendamenti, alcuni significativi negli equilibri del governo, indicano uno spostamento ulteriore a destra e mostrano, secondo alcuna stampa nazionale, il ruolo preponderante che l’incubatore extraparlamentare dell’ideologia ultrainduista, la Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), gioca nella politica nazionale della Repubblica indiana.

Caccia agli «anti nazionali» indiani

Dopo l’escalation ultranazionalista che ha portato nei giorni scorsi all’arresto di Kanhaiya Kumar – 26 anni, presidente dell’unione degli studenti della Jawaharlal Nehru University (Jnu), accusato di sedizione – nel weekend migliaia di persone si sono riunite in una serie di manifestazioni all’interno del campus universitario: studenti, professori e società civile uniti, pacificamente, contro la morsa autoritaria della destra indiana. Che, però, non sembra voler allentare la presa.

Muzaffarnagar Baaqi Hai: le violenze dietro la Modi Wave

Muzaffarnagar Baaqi Hai è un documentario uscito all’inizio del 2015 diretto e prodotto da Nakul Singh Sawhney. Si tratta di un documento storico che imprigiona su video la stagione di violenze settarie che ha contribuito al trionfo di Narendra Modi e del Bharatiya Janata Party (Bjp) alle scorse elezioni nazionali. Una «Modi Wave», come la si raccontava allora, che nelle campagne dell’Uttar Pradesh occidentale ha travolto la convivenza intercomunitaria tra il gruppo dei Jat di fede hindu e i musulmani, sfociando in violenze apparentemente inspiegabili nel distretto di Muzaffarnagar, nell’estate del 2013. Alla ricerca delle responsabilità personali e politiche di decine di morti trucidati e migliaia di musulmani in fuga dai loro villaggi, Sawhney mostra l’inquietante radiografia del terrore di matrice politica che, (soprattutto) nelle campagne, si sostituisce alla «democrazia partitica» indiana.

India – Verso la Giornata mondiale dello Yoga™

L’India si sta preparando all’appuntamento del 21 giugno, prima Giornata Internazionale dello Yoga promossa dalle Nazioni Unite. Si tratta di un colpo di soft power di Narendra Modi che ora può mostrare al mondo la grandeur della sua idea di India: nazionalismo, religione hindu e tradizione. Che però con la pratica dello Yoga ha molto poco a che fare.

L’anno di Narendra Modi

Il 2014 qui in India ha avuto un unico protagonista sostanzialmente incontrastato: Narendra Modi. Tutto lascia intendere che sia l’inizio di un mandato solido, una strada in discesa per i prossimi quattro anni. Gli unici ostacoli potrebbero arrivare dagli "amici" della Rahstriya Swayamsevak Sangh (Rss), sigla dell’estremismo hindu che NaMo pare faccia fatica a controllare.

India – Effetto Modi: si diffondono i centri Rss

Narendra Modi ancora non ha vinto le elezioni in India, ma le conseguenze della sua campagna elettorale hanno già portato a un risultato significativo: in tre mesi sono sorti circa duemila centri del Rashtrya Swayamsevak Sangh (Rss), Organizzazione Nazionale Volontaria, espressione di un parafascismo indiano con caratteristiche hindu.

India – Ayodhya 20 anni dopo: orgoglio e violenza hindu

Il 6 dicembre del 1992 una folla di estremisti hindu ha raso al suolo la moschea Babri di Ayodhya, in Uttar Pradesh. Da allora, gli scontri tra hindu e musulmani hanno causato migliaia di vittime. Dopo 20 anni, l’anima intollerante dell’induismo estremo minaccia ancora l’armonia dell’India multiculturale.