Human Rights Watch: In India 600 persone morte nelle mani della polizia in 5 anni

Un rapporto redatto da Human Rights Watch delinea la situazione critica delle morti per mano della polizia durante la custodia di sospetti criminali. In cinque anni i decessi sospetti si contano a centinaia, nonostante la legge tuteli i diritti di chi viene arrestato e vieti la tortura come metodo per estrapolare confessioni. Norme che le autorità indiane tendono a ignorare sistematicamente.

In Cina e Asia – HRW: Il Pcc usa detenzioni illegali e tortura contro i corrotti

I titoli della rassegna di oggi:

– HRW: Detenzioni illegali e tortura puntellano la guerra contro la corruzione di Xi Jinping
– Violenze sui mariti: da Pechino prima ingiunzione restrittiva contro una moglie
– Violazioni dei diritti umani nelle fabbriche di giocattoli
– I cinesi tornano a spendere in patria
– Nuovo incontro tra Abe e Trump?
– Thailandia: BBC sotto indagine per possibile lesa maestà
– Indonesia: «attori politici» dietro alle manifestazioni violente

In Cina e Asia – Onu contro le torture di Pechino

Appello delle Nazioni Unite per mettere fine alla tortura e alle morti di stato in Cina. A Pechino le mascherine anti smog – spesso inutili – si vendono più dei preservativi, e la tv di stato raccomanda di «sorridere e bere té». India e Pakistan sembrano pronti per aprire un nuovo tavolo delle trattative che comprenda anche la questione kashmira, mentre in Thailandia le autorità prendono di mira l’ambasciatore Usa: «Ha offeso il re».

Xingxun bigong – Le confessioni forzate

Il rapporto di Amnesty International No end in sight denuncia la pratica ancora estremamente diffusa in Cina di estorcere confessioni ai sospettati anche attraverso metodi di tortura (xingxun bigong). Nonostante sia una pratica condannata dalla stessa Corte del popolo, quasi la totalità di queste confessioni viene accettata a processo. Il vignettistica satirico Badiucao ha illustrato le situazioni più comuni tra quelle descritte.

Sinología: China y los derechos humanos

La situación de los derechos humanos en China se encuentra en una etapa de “claro oscuro”, pues, aunque se ha avanzado en temas como la reducción de la pobreza, la mortalidad infantil y el analfabetismo, el número de condenados a muerte y ejecutados todavía es muy alto. Así lo explica en nuestra sinología de esta semana Miguel Ángel Ramiro Avilés, investigador del Instituto para los Derechos Humanos “Bartolomé de las Casas” de la Universidad Carlos III de Madrid. Todavía hay un camino largo por recorrer.

El fin de la tortura en China

El Tribunal Popular Supremo de China ( SPC) estableció la semana pasada que se excluirán los procesos de las pruebas y testimonios obtenidos por el uso de la tortura. En un documento publicado por la Corte dice que la medida está dirigida a la obtención de una justicia más equitativa. Así se excluirán los métodos tales como la exposición a temperaturas extremas a los acusados ​​, el hambre y la fatiga.