Un anno di Cina e Asia

Di fronte alla rinnovata centralità del Mediterraneo e dell’Europa in generale – migrazioni, allarme terrorismo, populismi e crisi della Ue, nonché degli Stati Uniti, il baricentro dell’informazione globale si è spostato di nuovo verso Occidente, dopo anni in cui l’interesse verso la Cina e l’Asia tutta aveva aumentato l’attenzione verso quelle longitudini.

Un «amico» di Xi Jinping ambasciatore a Pechino

Terry Branstad non ha confermato la notizia uscita sui media americani, ma la sua nomina ad ambasciatore degli Stati uniti in Cina è considerata praticamente scontata.
L’ex governatore dello Iowa, connesso a Trump per tutta la campagna elettorale – il figlio è stato il manager della corsa elettorale proprio in quel decisivo stato – è un «vecchio amico» dell’attuale presidente Xi Jinping.

In Cina e Asia – Il Global Times reagisce e attacca Trump

I titoli della rassegna di oggi:

– Il Global Times reagisce e attacca Trump
– La Cina è il paese più inquinante del mondo, ammettono i funzionari cinesi
– Xi Jinping sarà il primo presidente cinese a presenziare al summit di Davos
– Industriali sudcoreani alla sbarra per il Choi-gate
– Muore Jayalalithaa, la chief minister idolatrata del Tamil Nadu

Cina: Elogiare Castro, ma non troppo

La censura cinese ha chiuso dei gruppi online che parlavano troppo positivamente di Fidel Castro: «Salone dell’Ideologia», «La via Costituzionale», «Il Vento e la Pioggia», «L’Oriente sta sorgendo», «Consenso» e «Verso una Repubblica» hanno chiuso i battenti il 29 novembre, mentre Tang Zhe e Ha Zehong hanno perso la facoltà di operare come loro moderatori. Dietro alla mossa apparentemente inspiegabile si nascondono le antiche divergenze sull’asse Pechino-l’Havana, e la mania della stabilità dei leader cinesi.