In Cina e Asia – «Una sola Cina»: anche Sao Tome scarica Taiwan

I titoli della rassegna di oggi:

– Anche la Repubblica democratica di Sao Tome e Principe scarica Taiwan
– Distrutte migliaia di moschee nello Xinjiang
– Donne cinesi prime al mondo per spesa nella chirurgia estetica
– In Cina cala la performance scolastica, ma è una questione di diseguaglianza
– Onu chiede indagine sulla confessione di Duterte
– La base aerea americana di Okinawa rimane a Okinawa

Sinologie – La questione uigura: politiche di assimilazione in ambito economico, linguistico e culturale

Obbiettivo della tesi è stato quello di rintracciare le motivazioni alla base del conflitto nello Xinjiang, comprendere le ragioni che hanno portato alla radicalizzazione degli episodi di protesta nella regione ed analizzare le controverse politiche di repressione e controllo attuate dallo Stato in questa regione. Sono stati poi studiate le strategie internazionali sviluppate da Pechino riguardo la questione uigura ed è stato evidenziato come il governo cinese, definendosi vittima del terrorismo islamico uiguro ed etichettando le insurrezioni avvenute nel corso degli anni ’90 come fenomeni di terrorismo organizzato, sia riuscito ad ottenere la legittimazione internazionale circa l’inasprimento delle politiche di controllo attuate nei confronti della popolazione uigura.

Rivelato l’identikit dei jihadisti uiguri

Le politiche restrittive attuate da Pechino nella regione autonoma dello Xinjiang stanno spingendo musulmani insoddisfatti tra le braccia dell’Isis. A sostenerlo è un recente studio condotto dalla New America Foundation, think tank «non partisan» con base a Washington, che offre un identikit dettagliato dei foreign fighters uiguri sulla base di una serie di documenti fatti trapelare da un disertore dello Stato Islamico.

La Cina e le gemme insanguinate dei taliban

Una ricerca condotta dall’Ong Global Witness nell’arco di due anni dimostra come l’industria afgana delle pietre preziose sia sfuggita dalle mani del governo di Kabul finendo per finanziare i vari gruppi armati locali, i talebani, forse persino l’Isis. E la fetta più ampia di questo export insanguinato arriva in Cina, passando per il Pakistan. Una bella gatta da pelare per il governo di Ashraf Ghani e per la leadership cinese, intenta a cementare la propria posizione nella regione attraverso una serie di progetti infrastrutturali mirati a veicolare simultaneamente sviluppo e sicurezza.

Il Jihad arriva in Cina? Intervista al professor Gunaratna

Negli ultimi tre quattro anni la Cina ha dovuto far fronte ad un’ondata di radicalizzazione con epicentro nella regione autonoma islamica dello Xinjiang. Nel mirino delle autorità la minoranza musulmana e turcofona degli uiguri che dal XIX secolo sfida il governo cinese rivendicando la propria appartenenza alla grande famiglia del Turkestan, la regione storica compresa tra Asia Centrale e Xinjiang. Se nel corso del secolo scorso non sono mancate spinte secessioniste e sollevazioni locali, da qualche tempo la situazione sembra risentire più marcatamente dell’influsso del terrorismo globale. Difficile poter continuare a considerare quella dello Xinjiang una questione puramente etnica. Pechino punta il dito contro l’East Turkestan Islamic Movement (ETIM), un’organizzazione della quale molti ormai mettono in dubbio l’esistenza.

Rassegna settimanale dei media cinesi

Come ogni sabato, ecco i nostri migliori articoli della settimana cinese. Goldman Sachs approva alcune misure della Consob cinese. L’Inter passa ai cinesi di Suning. Le nuove regole per viaggiare fuori dallo Xinjiang. Cina e Artico. E infine la nostra rubrica sull’arte, FreeVantablack, ci porta nella mostra pechinese di Christian Danielewitz. Buone letture e buon weekend.